Anci e Upi mobilitano i sindaci: “Così il sistema di allerta meteo non funziona”

«Il sistema d’allerta meteo, così come è concepito, non funziona». È stato chiaro il presidente di Anci Calabria e sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, nel sintetizzare l’opinione unanime dei sindaci calabresi, che oggi si sono incontrati a Lamezia su iniziativa dell’Associazione dei comuni e dell’Upi, che invece rappresenta le amministrazioni provinciali della regione.
La presenza di circa 150 amministratori all’incontro di oggi dimostra quanto il tema sia avvertito, all’indomani della tragedia del Raganello, che è costata la vita a 10 escursionisti.
All’assemblea hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni dal cui territorio si può accedere alle Gole del Raganello, a cominciare da quello di Civita, Alessandro Tocci, che ha raccolto la solidarietà dei colleghi. Presenti al tavolo della presidenza anche Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e delegato nazionale Anci, Giovanni Greco, sindaco di Castrolibero e delegato regionale Anci per la protezione civile, e Franco Iacucci, presidente della Provincia di Cosenza in rappresentanza dell’Upi.
«Il cordoglio per quanto accaduto è fortissimo – ha affermato Callipo – e il primo pensiero non può andare che alle famiglie delle vittime. Ma diciamoci la verità, quello che ora sta subendo il sindaco di Civita poteva capitare a chiunque di noi, perché il sistema di allerta meteo così come è concepito non funziona, non è pienamente efficace».
In particolare è stato puntato il dito contro le reiterate allerte gialle, che corrispondono alla fase di attenzione.
«Se quasi ogni giorno un sindaco riceve un’allerta gialla – ha spiegato Callipo – si trova, in base alle direttive, ad avvisare i propri concittadini di evitare tutte una serie di attività e di bloccare tutto ciò che può essere a rischio. Il dispositivo di sicurezza che dovrebbe essere attivato dai Comuni è praticamente identico tra allerta gialla e allerta arancione, per entrambi corrispondono le azioni previste dalla fase di attenzione. Se anche avessimo i mezzi, i soldi e il personale per attivare l’intero protocollo di sicurezza ogni giorno, in brevissimo tempo perderebbe ogni credibilità. Ecco perché chiediamo previsioni meteo più puntuali, particolareggiate e frequenti, che possano far scattare i protocolli soltanto in caso di effettiva necessità».
I sindaci, dunque, chiedono che il sistema venga rivisto, ma sollecitano anche uniformità di risorse e mezzi. «Ci sono alcuni Comuni che sono riusciti a dotarsi autonomamente di app e sistemi di allerta automatica per la popolazione, ad esempio attraverso le utenze telefoniche – ha continuato il presidente dell’Anci –, ma queste soluzioni non possono essere lasciate alle iniziative individuali, devono essere adottate organicamente con l’aiuto dello Stato e della Regione».
Il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, ha sottolineato come «la riunione di oggi sia stata importante». «Pur di fronte ad una tragedia che ancora ci lascia attoniti – ha detto -, siamo riusciti a mettere in piedi una riflessione rigorosa sui compiti e sulle difficoltà degli amministratori locali nel garantire la pubblica incolumità. Non ci sono dubbi che il sistema non funzioni: va adeguato e rivisitato in sinergia con le altre istituzioni come la regione, le prefetture, tutti gli organi di competenza. Infatti, durante l’assemblea si è stabilito di chiedere un incontro nei prossimi giorni al presidente della Regione e al prefetto di Catanzaro, nella sua qualità di coordinatore dei prefetti calabresi, per avviare immediatamente un’interlocuzione concreta e fattiva. Come sindaci non siamo e non vogliamo essere la controparte di nessuno. Si tratta – ha concluso Iacucci – solo di individuare il giusto percorso e di cooperare per prevenire altri drammi e per mettere i sindaci in condizione di affrontare le criticità. Solo insieme le Istituzioni possono garantire la sicurezza dei cittadini».
Nelle prossime settimane, Anci e Upi parteciperanno ai tavoli di concertazione regionali e nazionali per contribuire alla rimodulazione del sistema di allerta meteo, che ovviamente non riguarda solo la Calabria ma l’intero territorio nazionale.

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